I capillari, cosa sono e come si curano
- I capillari , cosa sono
- Ho dei capillari rossi e fini, cosa posso fare?
- Ho dei capillari blu , cosa posso fare?
- Cosa si intende per “cellulite” ?
- Come si fa per non vederli più
- Cosa succede se dopo una seduta di scleroterapia si formano dei piccoli capillari rossi al posto di quelli più grossi blu?
- Ho già fatto l’ eco-color-doppler, lo devo ripetere quando vengo alla visita?
- Le variazioni posturali e il ruolo della collaterale
- A chi mi devo affidare per curare i capillari?
I capillari , cosa sono
I capillari , termine tecnico teleangectasie, sono delle piccole vene superficiali di colore rosso o bluastro , spesso riunite in grappoli, che rappresentano principalmente un inestetismo.
Le sedi preferenziali in cui si trovano sono la faccia esterna della coscia, la faccia interna del ginocchio e le caviglie.
La loro organizzazione ricorda spesso una scopa o un albero, con i piccoli rami che si riuniscono a formare una vena di colore blu, detta vena reticolare, a volte disposti con la chioma rivolta verso l’alto, a volte verso il basso.
Quando i capillari si trovano alle caviglie possono essere un sintomo di insufficienza della safena.

Ho dei capillari rossi e fini, cosa posso fare?
I capillari rossi e sottili spesso rappresentano soltanto un problema estetico. Sono raggruppati a “chiazze” che non hanno una struttura definita e non hanno nelle vicinanze vene reticolari ( cioè piccole vene blu). Il trattamento di questi capillari consiste semplicemente nell’individuare il modo migliore per chiuderli , che può essere la scleroterapia o il Laser. I risultati comunque , con entrambe le tecniche, non sono spesso in linea con le aspettative della paziente.Ho dei capillari blu , cosa posso fare?
Nel caso di capillari blu è sempre importante fare uno studio eco-color-doppler per vedere da dove originano. Se paragoniamo i capillari blu ad un alberello, in cui i capillari sono la chioma e la vena blu ( la vena reticolare) nelle vicinanze rappresenta il tronco, vena e capillari possono avere due modi di disporsi :- Con la chioma (i capillari) verso l’alto e la vena in basso
- Con la chioma rivolta verso il basso e la vena reticolare al di sopra.
Vediamo nel dettaglio le due disposizioni che abbiamo elencato sopra:


- La vena reticolare è al di sopra dei capillari. E’ probabile che sia questa a rifornire i capillari, dovremo quindi ricercare da dove prende origine. Le possibilità sono due:
- La vena reticolare origina da una vena più importante e/o più profonda, che può anche essere la safena. L’ecodoppler permette in questo caso di effettuare una mappa (cartografia) del sistema venoso e vedere come impostare il trattamento in modo da risolvere il problema alla base (per saperne di più),eliminando prima la causa della loro comparsa.
- La vena reticolare che rifornisce i capillari, nella parte alta della coscia termina nella cellulite dividendosi in più rami e senza connessioni con altre vene più importanti. In questo caso la reticolare origina dalla cellulite ed è questa che è responsabile dei capillari.
- La vena reticolare origina da una vena più importante e/o più profonda, che può anche essere la safena. L’ecodoppler permette in questo caso di effettuare una mappa (cartografia) del sistema venoso e vedere come impostare il trattamento in modo da risolvere il problema alla base (per saperne di più),eliminando prima la causa della loro comparsa.
- La vena reticolare è al di sotto dei capillari. In questo caso è probabile che rappresenti la via di scarico dei capillari e non la causa che li ha determinati. Anche in questa situazione è probabile che sia la cellulite la responsabile della formazione dei capillari (guarda il video) che si sono formati in conseguenza di un problema del microcircolo come spiegato nel paragrafo che segue.
Cosa si intende per “cellulite” ?
Per cellulite in questo caso non si intende solo quel tessuto che da alla cute un aspetto a buccia d’arancia, ma semplicemente una situazione a volte non clinicamente visibile, in cui il tessuto adiposo sottocutaneo, a causa della fibrosi ( una specie di processo di indurimento) non consente il normale scarico del sangue dalla pelle verso i tessuti più profondi. I capillari che si formano in questa situazione rappresentano un sistema di compenso della circolazione di aggirare un ostacolo.Per migliorare la fibrosi della cellulite, oltre a bere molta acqua, è consigliato incrementare l'assunzione di vitamine e antiossidanti e cercare di alcalinizzare i tessuti.
Come si fa per non vederli più
Se i capillari sono disposti con la chioma verso il basso e la vena reticolare riceve il sangue di una vena più importante, si dovrà fare un programma terapeutico globale che tratti il problema dall’origine. Ridotto quindi il flusso nella vena reticolare che alimenta i capillari, questi andranno di conseguenza a schiarirsi.Se i capillari sono disposti con la chioma verso l’alto, come spesso succede nella faccia esterna della coscia ed interna del ginocchio, allora la causa della loro origine, come abbiamo detto, è la cellulite e chiudendoli c’è il rischio che altri se ne formino.
Come possiamo arginare questo problema?
- Prima di tutto dobbiamo incrementare l’assunzione di acqua e vitamine ( antiossidanti) contenute nella frutta e nella verdura fresca, quindi in due parole possiamo dire bere molto e mangiare crudo e colorato. Questo farà migliorare il drenaggio dei tessuti ed è un ottimo ausilio da iniziare prima del trattamento.
- La scleroterapia ,che andremo poi a fare per chiudere questi capillari, dovrà essere “dolce”, cioè non determinare la chiusura completa di tutti i capillari, ma solo di quelli in cui c’è meno pressione e la cui chiusura di conseguenza crea un ostacolo minore alla circolazione di quella zona.
- Contemporaneamente alla scleroterapia faremo anche delle piccole infiltrazioni, sempre con un ago molto sottile, dei tessuti sotto i capillari, in modo da ridurne la fibrosi e migliorarne la circolazione.
- Dopo la seduta la paziente indosserà una calza elastica di 18 o 24 mmHg che porterà da un minimo di due settimane fino a tutto il periodo che intercorre fra una seduta e l’altra. La calza elastica aiuta a ricreare una circolazione di drenaggio della cellulite che non sia visibile e quindi che non porti nuovamente alla formazione di altri capillari.
- Il concetto è lo stesso delle vene varicose: se chiudo una vena il sangue deve andare in un'altra. E’ per questo motivo che la scleroterapia deve essere dolce, perché così è il liquido stesso che fa una selezione, e le sedute devono essere distanziate in modo da dare tempo alla scleroterapia di terminare il suo effetto ed alla natura di ripristinare un corretto drenaggio. In media, quindi , l’intervallo fra una seduta e l’altra è di un mese.